giovedì 9 giugno 2016

egiziano con due pitbull

Carabinieri cinofili di Casatenovo
9 giugno 2016 - Stamattina gli abitanti del quartiere Satellite hanno assistito a una retata con ingente dispiegamento di forze. 
Sopra i palazzoni la situazione era controllata da un elicottero del Secondo Elinucleo di Orio al Serio, a terra c'erano i militari della nostra tenenza, i colleghi del comando di compagnia di Cassano d’Adda e i cani del Nucleo Carabinieri Cinofili di Casatenovo (LC).

In via Cilea è stato particolarmente movimentato l'arresto di uno spacciatore egiziano di 21 anni, che è stato sorpreso nella sua abitazione mentre tentava di disfarsi delle dosi già pronte di cocaina. Per il recupero della droga, gettata dalla finestra, sono dovuti intervenire anche i Vigili del Fuoco da Gorgonzola.

L'egiziano era noto agli abitanti dl quartiere perché si recava a spacciare assieme ai suoi due cani pit-bull, che ora si trovano ricoverati in un canile assieme ai loro 5 cuccioli.

 
Sono stati fermati anche altri tre giovani egiziani che nascondevano in casa oltre 3mila euro in contanti e alcune decine di gioielli d'oro di provenienza illecita.


Vedi anche: i nuclei cinofili


La retata anti-droga non ha interessato solo Pioltello
Sequestrati ltre trentanove chili di droga, marijuana, cocaina e hascisc.
I carabinieri del Nucleo investigativo di Monza guidati dal ten. col. Giuliano Gerbo hanno arrestato un albanese trentenne, grossista dello spaccio.
Dopo giorni di sorveglianza a partire da movimenti sospetti notati nella zona di Cassano d'Adda, gli investigatori sono risaliti a un appartamento di Bergamo dove era nascosta la droga dentro contenitori a tenuta stagna e una pressa per preparare i panetti di droga. Sequestrati anche oltre mille euro in contanti e cartucce per fucile calibro 12.


giovedì 2 giugno 2016

metodo innovativo di sgombero

S&W .357 magnum sequestrato

Un gruppo di pericolosi pregiudicati albanesi occupavano abusivamente un appartamento delle case Aler in Via Galileo Galilei a Seggiano. Gli abusivi e il precedente inquilino anch'egli abusivo (un ex-guardia giurata) erano riusciti per due decenni a evitare sfratti e tentativi di sgombero, sfruttando anche le lacune della legislazione italiana.

Dopo l'ultima serie di tentativi infruttuosi di trattative iniziata il 30 maggio scorso, stamattina attorno alle ore 9 - sfruttando il caos provocato dall'arrivo di un'ambulanza del 118 chiamata da due donne albanesi che urlavano simulando malori vari -  il mar. capo A.D.T. e l'app. M.M. con manovra fulminea riuscivano a chiudersi all'interno dell'appartamento mentre un terzo carabiniere della nostra tenenza restava all'esterno pronto a chiedere rinforzi.
Il magistrale intervento dei nostri tre colleghi è servito anche a preservare l'incolumità degli ispettori dell'istituto delle case popolari.

I soggetti di etnia albanese tornavano quindi alla carica facendosi accompagnare da donne che continuavano a simulare gravi malori ma i militari hanno respinto gli attacchi senza lasciarsi commuovere dalla sceneggiata delle donne e nemmeno intimorire dalle minacce degli uomini.

L'appartamento torna quindi a disposizione di chi ne ha veramente bisogno.
In seguito alla perquisizione è stato ritrovato un potente revolver Smith & Wesson calibro .357  magnum (con canna da 4 pollici) e 45 cartucce Winchester (vedi fotografia sopra).

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Ieri si è registrata in città anche un intensa attività da parte dei nostri amici del NORM della compagnia di Cassano D'Adda: 
a Limito, in Via Lombardia, è stato fermato uno spacciatore trentenne di origine albanese, la successiva perquisizione della sua abitazione ha permesso il recupero di dosi di cocaina e hascisc;
nel quartiere Satellite, in Via Cimarosa, sono stati fermati due trentenni marocchini che spacciavano hascisc e cocaina;
nella centrale Via Mantegna, infine, è stato bloccato un 18enne albanese che aveva rubato beni da un camper, al termine di un inseguimento condotto dai carabinieri della stazione di Cassina De Pecchi.


mercoledì 1 giugno 2016

colpito alle spalle


1 giugno 2016. Una perlustrazione finita in tragedia. Il maresciallo capo dei carabinieri Silvio Mirarchi, originario di Catanzaro, in servizio presso la stazione dei carabinieri di contrada Ciavolo a Marsala, è morto questo pomeriggio all'ospedale Civico di Palermo. Troppo gravi le ferite riportate: il cinquantatreenne, padre di due figli, ha avuto un arresto cardiaco dopo che era stato sottoposto a un intervento chirurgico, durato otto ore. Stava per essere trasferito in rianimazione, ma il suo cuore ha smesso di battere. 


Secondo una prima ricostruzione i due carabinieri in borghese potrebbero essere stati scambiati per qualcuno che voleva rubare piante di marijuana. Impegnati in controlli antidroga e su furti di prodotti  ortofrutticoli, ieri sera attorno alle 23 il maresciallo e l'appuntato si sarebbero  mossi in una zona dove vi sono serre e piantagioni di canapa  indiana. Una di queste, con circa seimila piantine in coltivazione, sarebbe stata vigilata da un paio di  persone, che avendo notato i due hanno esploso contro di loro diversi colpi di arma da fuoco. 

Dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani spiegano che il punto di partenza delle indagini sono gli ultimi fatti verificatisi nel territorio, a cominciare dall’affare della droga e dalla vasta piantagione scoperta dai militari.
La zona da tempo era monitorata dagli uomini dell’Arma. Nella stessa area nei giorni scorsi il 25 maggio era stato trovato il cadavere carbonizzato di un romeno, non escludendo l’ipotesi di un omicidio. E a distanza di pochi giorni si era registrato un ferimento, proprio nei pressi di una piantagione di marijuana, mentre tentava di rubare alcune piante: un episodio che consentì a militari di scoprire il vasto appezzamento dove veniva coltivata la droga.

Su questi episodi gli investigatori non hanno fatto trapelare notizie perché stavano effettuando un incessante attività investigativa.



Il nostro cordoglio alla famiglia: la moglie Antonella, la figlia Debora e il figlio Valerio, come pure ai colleghi di Marsala che lo ricordano come "un uomo solido".




domenica 29 maggio 2016

al giuramento del 134esimo corso


Sabato 28 maggio 2016, dalle ore 10, all'interno della caserma "Cernaia", una rappresentanza di Pioltello ha partecipato alla cerimonia del giuramneto e della consegna degli alamari (sacri per ogni carabiniere) ai 408 allievi nel 134esimo corso della Scuola Allievi Carabinieri di Torino.


Presenziavano la cerimonia (vedi immagine sopra) il comandante generale dell'Arma Tullio Dal Sette, il generale Vincenzo Coppola, il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa (ex carabiniere ausiliario addestrato proprio alla Cernaia nel 1993)  e il generale in Ruolo Umberto Rocca, MOVM. 



Il nostro amico mar. Aldo De Tommaso, assieme al nostro socio mar. Angelo Maier,  hanno potuto portare gli omaggi di tutti i carabinieri di Pioltello al gen. Rocca, prima medaglia d'oro al valor militare del dopoguerra.


due maresc. di Pioltello


Nel suo discorso ai carabinieri allievi, il generale Rocca ha detto senza mezzi termine che non c'è spazio per mediocrità e compromessi: “nessuno vi chiederà mai di diventare degli eroi, lo siete già in partenza”.


Il 134esimo corso alla Cernaia è diretto dall'affabile col. Franco Frasca (vedi fotografie sopra e sotto).
col Frasca e Aldo De Tommaso

Al termine della cerimonia, ANC Pioltello e ANC Segrate si congratulano con il carabiniere allievo G.Z. di Segrate, classificatosi quarto nel suo corso.



Grazie all'inarrestabile mar. De Tommaso, solo ANC Pioltello ha poi potuto entrare nell'antico e glorioso circolo ufficiali della caserma Cernaia e continuare il dialogo con il gen. Rocca e con il comandante generale (vedi fotografie sotto).

gen Rocca ancora sofferente



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Mezz'ora prima, nel suo discorso agli allievi il generale Dal Sette aveva posto l'accento su valori purtroppo sempre più rari di questi tempi: "È importante che nella vostra vita da carabinieri non dimentichiate mai quello che avete appreso qui, in questa antica e prestigiosa scuola, non solo sotto il profilo professionale ma soprattutto sotto il profilo morale ed etico; onorate con il vostro servizio questa istituzione".


Sotto: Aldo De Tommaso presenta al gen. Vincenzo Coppola la madre del carabiniere allievo:
gen Vincenzo Coppola



Il nostro amico Aldo De Tommaso, nipote del capitano Orlando De Tommaso (MOVM)  ha colto l'occasione per avviare nuove collaborazioni e scambi culturali con il gen. di Corpo d'armata  Riccardo Amato (comandante  delle Scuole dell'Arma) e con il gen. Carlo Cerrina Capo di SM alle scuole, tutti presenti alla cerimonia.


Nella fotografia sotto: i generali Amato e Coppola consegnano gli alamari a due degli otto allievi migliori del corso:


gen Riccardo Amato


Nella fotografia sopra: da sinistra, i generali Coppola, Amato e Dal Sette, oltre al ministro Costa.
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Sotto, la visita ai locali di ANC Torino, adiacenti al circolo ufficiali, con lo stendardo storico (del 1888) della "Associazione di Mutuo Soccorso tra ex Carabinieri Reali"

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Sotto, il colonnello Frasca e i 150 anni della caserma  Cernaia:



Sotto, filmato sulla scuola allievi carabinieri:


Ben 21 allieve fanno parte del 134esimo corso a Torino:




Plastico della caserma "Cernaia" di Torino:

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venerdì 27 maggio 2016

ostaggi liberati a Herat

 

il mar. Lorenzo Masala
 
Herat (Afghanistan), 3 novembre 2011.  
Nella prima mattina una squadra di sette guerriglieri talebani irrompe nella sede della società Esko International, a 300 metri dall’aeroporto di Herat. Due talebani hanno cinture esplosive. All’interno decine di impiegati sono presi in ostaggio, tra cui alcuni italiani. L'edificio con gli ostaggi si trova a meno di un chilometro da Camp Arena, base NATO.
Alle 0935 circa, appena giunta la notizia alla base, il comando italiano decide una reazione immediata. Il compound è circondato da due plotoni e si attivano le forze speciali GIS e GOI. Viene pianificata una azione diretta con vie di accesso multiple e in contemporanea da porte, finestre e tetto.
L’azione viene eseguita con il massimo livello di professionalità e tutti i guerriglieri sono eliminati, perà uno di essi attiva la cintura esplosiva provocando il ferimento di un uomo del GIS, il mar. Lorenzo Masala.

Il 31 ottobre 2014 veniva conferita al maresciallo aiutante dell'Arma dei Carabinieri Lorenzo Masala l'onorificenza di "Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia" e la medaglia d'oro "di Vittima del Terrorismo" con la seguente motivazione: 
  "impiegato in quasi tutti i teatri operativi, in cui le Forze Armate italiane sono state impegnate, offriva un contributo di elevatissimo contenuto professionale per il perseguimento degli scopi prefissati. In particolare, nell'ambito della missione ISAF in Afghanistan in qualità di operatore di distaccamento del G.I.S. ha operato con ferma determinazione, esemplare iniziativa e riconosciuto coraggio, non esitando ad affrontare, unitamente agli altri operatori del distaccamento, un commando di terroristi suicidi che avevano preso in ostaggio numerosi civili. Benché ferito ad entrambe le gambe dalle schegge di una bomba a mano lanciata dai terroristi, rifiutava ogni cura da parte dei commilitoni accorsi per soccorrerlo. Assumendo quindi di fatto compiti normalmente devoluti a grado superiore, svolgeva un'efficace azione di comando, coordinando tutte le successive fasi di attacco con consapevole sprezzo del pericolo e straordinarie capacità tecnico-tattiche. L'intervento si concludeva, al termine di un aspro e prolungato combattimento, con l'eliminazione dei membri del commando suicida, nonché la liberazione di trentuno ostaggi, tutti illesi, contribuendo ad esaltare il prestigio delle Forze Armate italiane e dell'Arma dei Carabinieri a livello internazionale."

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Oggi, 27 maggio 2016, è stata conferita la medaglia d'argento al valore dell'Arma dei Carabinieri al superiore di Masala, l'allora capitano Walter Calvi, con la seguente motivazione:
 "comandante di distaccamento del Gruppo Intervento Speciale, evidenziando altissimo senso del dovere, spiccata professionalità e singolare perizia, conduceva, partecipandovi personalmente, una delicata e pericolosa operazione per la liberazione di ostaggi in territorio afghano. Fatto segno, insieme alla sua Unità, a proditoria e violenta azione di fuoco, non esitava a guidare la controffensiva, che si concludeva con la liberazione di 31 ostaggi. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere. Herat (Afghanistan), 3 novembre 2011."