Fiat Tipo dei Carabinieri distrutta impunemente in Piazza Duomo il 17 ottobre.
Nel breve filmato sotto, Silvia Sardone, europarlamentare e vicesegretaria federale della Lega, ha voluto ringraziare i Carabinieri del 3° reggimento “Lombardia” nel cortile della caserma Giacomo Medici di Milano, incontrando in particolare alcuni dei 22 militari contusi negli scontri di sabato 17 ottobre.
Il colonnello Giuliano Gerbo, comandante del reggimento è piemontese come il generale Fiorenzo Bava Beccaris, famoso per la sanguinaria repressione partita proprio da Piazza Duomo nel 1898.
1898: i soldati in Piazza Duomo
Diversamente da Bava Beccaris, Gerbo sa bene che la sola repressione è sterile, ha quindi voluto precisare che: “gli equilibri da mantenere su piazza sono stati particolarmente delicati, vista anche la controparte, perché comunque stiamo parlando di ragazzi in gran parte minorenni per cui tutte le regole di ingaggio sono state applicate alla lettera per evitare anche conseguenze ulteriori”.
col. Giuliano Gerbo
Sempre nel breve filmato sopra, Silvia Sardone afferma: “c’è rabbia evidentemente anche nei vostri confronti perché rappresentare lo Stato”.
I Carabinieri rappresentano lo Stato ma, come ci ha ricordato il colonnello Gerbo, : “il nostro mestiere principale è la sicurezza di tutti”.
La maggior parte dei giornalisti attribuiscono la causa dei disordini di Milano al “disagio giovanile”.
Il padre dell’attuale Comandante Generale Salvatore Luongo comandava la stazione Carabinieri di Venafro e in quella piccola comunità tra i monti della provincia di Isernia si occupava anche di disagio giovanile, si impegnava anche per risolvere i vari problemi legati alla povertà materiale e culturale di parte della sua gente.
I Carabinieri però non sono assistenti sociali e nelle metropoli come Milano non si può pretendere da loro un comportamento come quello del maresciallo Antonio Luongo a Venafro.
Se non si affrontano rapidamente i gravi problemi attuali, il caos visto sabato nel centro di Milano rappresenterà solo una minima anticipazione del caos incombente.
Non solo i Carabinieri ma tutti i vari apparati dello Stato e tutti i cittadini dovrebbero farsi carico della risoluzione dei problemi..
L’Arma dei Carabinieri, infatti, NON è responsabile:
- del prezzo di gasolio e benzina;
- del potere di acquisto degli stipendi fermo in Italia da oltre 20 anni;
- del costo degli affitti in crescita e sempre meno sostenibile;
- della continua de-industrializzazione della nazione;
- della perdita del primato tecnologico a favore di USA ed Estremo Oriente;
- della fuga all’estero di decine di migliaia di giovani laureati alla ricerca di lavoro e stipendi dignitosi:
- della invasione di centinaia di migliaia di immigrati clandestini, in gran parte maschi in età militare e con nessuna volontà di integrarsi;
- delle pesanti imposizioni e vincoli di bilancio da parte della burocrazia della UE a Bruxelles;
- del continuo taglio degli stanziamenti per la sanità;
- dei prodotti alimentari sempre più costosi per i consumatori ma pagati sempre meno agli agricoltori che li producono;
- del modello pensionistico sempre meno sostenibile per la denatalità e un'età media di 50 anni, la più alta al mondo;
- ecc, ecc.
Tutti i gravi problemi elencati sopra, ovviamente, non verranno risolti con la repressione o con decreti legge che modificano leggermente le regole di ingaggio.
44 anni fa, alle ore 21.15 del 3 settembre 1982, a Palermo in via Isidoro Carini vengono colpiti a morte il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro mentre viaggiavano a bordo di un'utilitaria.
L’unico agente della sua scorta (chiaramente inadeguata) Domenico Russo, gravemente ferito, morirà dopo dodici giorni di coma in ospedale.
Solo 20 anni più tardi, il 22 marzo 2002, la Corte di Assise di Palermo ha condannato in primo grado gli esecutori materiali dell'attentato: Vincenzo Galatolo e Antonino Madonia: condannati all'ergastolo; Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci condannati a 14 anni di reclusione ciascuno in quanto collaboratori di giustizia. Nella sentenza definitiva i giudici però scrissero che "permangono ampie zone d'ombra" e che il generale venne mandato in Sicilia "da solo e senza mezzi".
Restano tutt'oggi forti dubbi su chi furono i veri mandanti. Il generale, nominato 100 giorni prima Prefetto di Palermo, si riteneva al sicuro perché nella cassaforte del suo ufficio erano custoditi documenti scottanti.
Villa Pajno
Nessuno sarebbe potuto entrare a Villa Pajno, residenza ufficiale dei prefetti di Palermo, però ci entrarono tempestivamente due uomini che non vengono registrati. E quando i parenti del prefetto e della moglie furono fatti entrare l’incredibile scoperta: prima la chiave della cassaforte che verrà ritrovata solo dopo alcuni giorni, poi la scoperta che qualcuno aveva svuotato la cassaforte, al cui interno fu lasciata soltanto una scatola vuota.
Alla mafia siciliana venne dato l'incarico di eliminare l'ormai scomodo generale dell'Arma, probabilmente però la sua morte è collegabile ai contenuti del memoriale scritto da Aldo Moro durante il suo sequestro, memoriale che Dalla Chiesa aveva potuto visionare nella sua versione integrale* dopo il ritrovamento nel covo delle Brigate Rosse in Via Montenevoso a Lambrate.
M.R.
"Amo soprattutto i miei Carabinieri, di oggi e di sempre, anche in congedo, anche se non esistono più ..." :
* Nel 1978, gli uomini del generale dalla Chiesa scoprirono il covo delle BR in via Monte Nevoso a Milano, dove vennero trovate le prime carte del memoriale scritto da Aldo Moro durante la prigionia. Nel 1990, nello stesso appartamento, vennero alla luce altre carte nascoste dietro un pannello. Secondo diverse inchieste, dalla Chiesa cercava ostinatamente la scaturigine politica delle BR – il "Grande Vecchio" o i referenti istituzionali coperti – raccogliendo documenti riservatissimi che si presume siano spariti subito dopo il suo assassinio a Palermo nel 1982.
Le linee programmatiche per il triennio 2025-2027 dell’Arma dei Carabinieri sono
state indicate nel corso dell’audizione del Comandante Generale dell’Arma dei
Carabinieri, Salvatore Luongo, avvenuta il 31 marzo scorso dinanzi alla
Commissione Difesa del Senato.
Secondo Luongo il principio guida delle direttive è chiaro:
"Abbiamo scelto di seguire l’innovazione non soltanto come
approvvigionamento tecnologico, ma prima di tutto come intimo rinnovamento
culturale”.
Al minuto 3,40 del video dell'audizione: “viviamo in un’epoca di policrisi, in cui i conflitti armati, instabilità economica ed emergenze climatiche si intrecciano e si alimentano a vicenda ... a questo scenario si aggiungono le sfide poste dalle nuove frontiere, quali l'intelligenza artificiale, il calcolo quantistico e lo spionaggio cibernetico."
Al minuto 4,10: “il 2025 è stato un anno drammatico per l’Arma
dei Carabinieri, che ha pagato un tributo molto consistente con 2353 feriti e 5
decessi in servizio”.
Al minuto 5,02: "in questa realtà in costante e rapida evoluzione, l'Arma deve rimanere un presidio fondamentale, chiamata a rinnovarsi continuamente per garantire protezione in un mondo sempre più delicato e instabile."
7,30: "per sostenere questo processo di rinnovamento è stata sviluppata la piattaforma "Arma Project", un sistema di project management che consente di monitorare in tempo reale l'avanzamento delle iniziative favorendo l'individuazione tempestiva delle criticità".
7,57: "un importante ruolo è stato assegnato al dipartimento Audit e Innovazione, per rilevare criticità sistemiche e promuovere soluzioni migliorative attraverso un nuovo approccio basato sulle lezioni identificate e sulle lezioni apprese, in parallelo è stato avviato un percorso che integra intelligenza artificiale e tecnologie emergenti, formazione orientata alle STEM(Science, Technology, Engineering, Mathematics) e metodologie agili, valorizzando anche i contributi e le idee delle generazioni più giovani".
8,30: "dalla scorsa estate è pienamente operativa IdeArma, una piattaforma online che raccoglie le proposte dei carabinieri di tutti i ruoli e gradi, per migliorare l'efficienza operativa, sicurezza, organizzazione e anche il benessere operativo".
9,40: "quindi una mentalità orientata al domani è essenziale per garantire che le strategie, l'impiego delle risorse e lo sviluppo delle capacità siano costantemente aderenti e funzionali".
VTLM Lince del 1 reggim. Tuscania
Al minuto 11,53: "sul piano della mobilità è stato pianificato l'acquisto di mezzi più all'avanguardia, cioé 170 veicoli tattici e blindati (...) e mortai di nuova generazione".
13,37: il personale che abbiamo ora distaccato al valico di Rafah (striscia di Gaza) è inquadrato in Eurogendfor".
Al minuto 14,55: "l'Arma assicura la vigilanza di 221 sedi diplomatiche italiane nel mondo, di cui 38 a rischio. In questi contesti critici, circa 600 Carabinieri garantiscono la protezione e la scorta ai capi-missione e al personale diplomatico.
15,15 "si tratta di un compito di altissima responsabilità e delicatezza, espletato talvolta fino all'estremo sacrificio, come dolorosamente testimoniano i fatti tragici del 2021 nella Repubblica Democratica del Congo, dove persero la vita l'ambasciatore Luca Attanasio e il car. sc. Vittorio Iacovacci.
16:30: "i dati operativi per il 2025 confermano la centralità dell'istituzione nello specifico settore della sicurezza, basti pensare che l'Arma ha proceduto per il 74,3% dei reati denunciati in Italia, scoprendone il 61,2%.
Si sono conclusi i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
L’Italia chiude al quarto posto nel medagliere con 30 medaglie complessive, un risultato che porta in modo significativo la firma della Difesa con 18 medaglie conquistate dagli atleti dei Gruppi Sportivi Militari: 8 ori, 3 argenti e 7 bronzi.
I Carabinieri guidano la classifica, sia quella degli atleti delle forze armate e quella delle forze di polizia: al primo posto ci sono infatti gli atleti del gruppo sportivo dell'Arma che hanno conquistato nove medaglie.
mar. Federica Brignone
Il comandante generale dell'Arma Salvatore Luongo si è complimentato - a nome suo e di tutti i carabinieri - con il maresciallo Federica Brignone. "La campionessa dell'Arma, con determinazione, costanza e professionalità ha saputo interpretare al meglio i valori dello sport e dell'Istituzione che rappresenta. Un trionfo che celebra talento, cuore e sacrificio, portando l'Italia e l'Arma dei carabinieri sul gradino più alto del podio! Grazie, Federica, per aver scritto un'altra pagina di storia!"
Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner hanno vinto l'oro nello slittino doppio maschile:
Oltre ai cinque ori, ci sono un argento e tre bronzi, quelli dell'appuntato scelto Lisa Vittozzi e dell'appuntato scelto Lukas Hofer nella staffetta mista di biathlon, il bronzo dell'appuntato scelto Dominik Paris nella discesa libera, e quelli dell'appuntato Dominik Fischnaller nello slittino, e ancora di quest'ultimo insieme con i colleghi Rieder e Kainzwaldner nella staffetta a squadre.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che: "questi successi sono il frutto di anni di allenamento, sacrifici e dedizione. Sono il simbolo di un’Italia che crede nei propri talenti e che sa emozionare ed emozionarsi."
“Il foro di un proiettile nel parabrezza racconta meglio di ogni parola cosa significa difendere lo Stato e i cittadini, anche a costo della propria vita.
Congratulazioni all’Arma dei Carabinieri per l'intervento effettuato questa mattina a seguito dell'assalto ad un furgone portavalori che transitava sulla statale che collega Brindisi e Lecce.
Una dinamica cruenta, con conflitto a fuoco, e una priorità assoluta: tutelare la collettività messa in pericolo dalla follia dei malviventi. Nessun ferito, tra cittadini e militari intervenuti, e il fermo di due soggetti ritenuti convolti. Un risultato che testimonia professionalità, sangue freddo, efficacia operativa e dedizione assoluta al servizio delle Istituzioni. Il mio più sincero ringraziamento a tutte le donne e gli uomini in uniforme che, ogni giorno, ci difendono e garantiscono la sicurezza del nostro Paese."
Guido Crosetto
Diversamente dalle gazzelle del NORM, le Fiat Tipo dei reparti territoriali - come quella guidata dal vice-brigadiere Luca Petruzzo, presa di mira stamattina - non sono dotate di vetri anti-proiettile.
Un Carabiniere fuori servizio, il brigadiere Giuseppe Conte del NORM di Brindisi, con la sua vettura si è lanciato all'inseguimento del commando dei rapinatori, composto da almeno 6 uomini, per circa 15 Km, dando anche indicazioni al comando operativo per la caccia ai fuggitivi:
Il generale di divisione Iacopo Mannucci Benincasa, comandante della legione Carabinieri Puglia, ha dichiarato: "ci troviamo davanti ad un'aggressione della criminalità sempre più violenta, un uso di armi ed esplosivi condotto in maniera spregiudicata, in mezzo alla gente. Oggi possiamo dire di aver avuto qualcuno che ha protetto coloro che operano per lo Stato e vigilano sulla sicurezza dei cittadini con coraggio e grande senso del dovere".