sabato 10 luglio 2021

Inaugurata la Compagnia Carabinieri di Pioltello

la caserma, vista da Sud-Est

Sabato 10 luglio 2021 - il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Teo Luzi e il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini sono intervenuti questa mattina all’inaugurazione della Compagnia Carabinieri di Pioltello, intitolata al Brigadiere Medaglia d’oro al Merito Civile Giorgio Illuminoso.


gen. Teo Luzi e ministro Guerini

All'inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, il Prefetto di Milano Renato Saccone, il Sindaco di Pioltello Ivonne Cosciotti, il Comandante Interregionale Carabinieri “Pastrengo”, Gen. C.A. Vincelli, il Comandante della Legione Carabinieri “Lombardia”, Gen. B. Taurelli Salimbeni, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Milano, Gen. B. Mannucci Benincasa e i 25 sindaci dell’area di competenza della compagnia.

Il filmato della cerimonia:

Al minuto 31 del filmato sopra, il Comandante Generale Teo Luzi ha voluto dedicare "un abbraccio ai veterani dell'Associazione Nazionale Carabinieri, sempre presenti nel territorio nel continuare a portare avanti i valori del senso di appartenenza sociale". 

ANC Pioltello sempre presente

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La struttura è stato costruita per accogliere 40 carabinieri ma inizialmente vi risiederanno solo i 25 militari della stazione locale con l’obiettivo di portare l’organico a 30 unità e, in futuro, di trasformare la stazione locale in una Tenenza. Il Comune di Pioltello ha investito 4 milioni di euro nell'opera.

Il capitano della Compagnia di Pioltello, Giuseppe Verde:

 Sotto, a viso scoperto, i nostri marescialli, vera ossatura dell'Arma sul territorio:

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Il ministro Guerino nel suo discorso ha dichiarato che “l’inaugurazione odierna è una cerimonia importante perché sancisce la nascita vera e propria della nuova Compagnia dei Carabinieri di Pioltello (...) per raggiungere questo obiettivo l’Arma, di concerto con la locale Amministrazione comunale, ha deciso di raccogliere le istanze della comunità e tradurle in una risposta aderente, concreta ma soprattutto incisiva creando un presidio all’altezza delle sfide che una realtà come quella di Pioltello richiede”.

Il ministro ha inoltre precisato che: " l'Arma dei Carabinieri, in qualità di forza di polizia a competenza generale e a ordinamento militare opera alle dipendenze funzionali del ministro dell'Interno, secondo il dettato della legge 121, una legge preziosa, confermata e aggiornata nel 2015 che ha garantito 40 anni di funzionamento efficace e un corretto equilibrio istituzionale e che continuerà a farlo per il futuro favorendo la valorizzazione di tutte le specificità delle singole forze di polizia del Paese, alcune delle quali riconosciute virtuose eccellenze a livello internazionale, come testimonia l'apprezzatissimo modello organizzativo dell'Arma dei Carabinieri ".

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Sopra: la madrina della cerimonia, Roberta Illuminoso, sorella del Brigadiere Illuminoso.


il brig. Giorgio Illuminoso

Giorgio Illuminoso, di anni 42, brigadiere dell’Arma dei Carabinieri era in forza al Nucleo Radiomobile Compagnia di Saronno (VA).
il 26 gennaio 2009, a seguito di una rapina effettuata presso una farmacia il sottufficiale, si adopera per cercare gli autori del reato. E’ presso il posto di blocco ed intima “l’alt” ad una autovettura sopraggiunta da una vicina zona boschiva. Il conducente oltre a non fermarsi non esita a investire il Brigadiere per sottrarsi ai controlli di polizia.
Ricoverato all’ospedale di Legnano, dopo dieci giorni di agonia Giorgio il 5 febbraio 2009 lascia i suoi cari con un ultimo gesto di grande generosità, la donazione degli organi.


Il 25 febbraio 2010 con decreto del Presidente della Repubblica viene conferita alla memoria del Brigadiere Giorgio Illuminoso la Medaglia d’Oro al Valor Civile.

 


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sabato 16 gennaio 2021

condannati gli albanesi basati nel quartiere Satellite


Alle ore 17 di ieri, venerdì 15 gennaio 2021, nella quarta sezione penale del tribunale di Milano si è finalmente conclusa con numerose condanne a carico di 26 imputati la vicenda della banda di criminali albanesi. Basati nel quartiere Satellite di Pioltello imperversavano con furti e rapine soprattutto nella nostra zona, spingendosi
tuttavia saltuariamente a compiere azioni criminose nelle province di Trento e La Spezia, in Umbria e in Toscana.
La banda era composta in gran parte da giovani nati in Albania il 1988 e il 1996, diversi di loro appartenenti alla famiglia Marku. Un capobanda, Gezim Marku, ricercato anche per l'omicidio dela Contessa Rusconi a Siena, era stato individuato e arrestato dal maresciallo De Tommaso a Cernusco S/N.

Le indagini era iniziate nell'aprile del 2015 da parte del maresciallo Aldo De Tommaso, il quale si era reso conto della pericolosità di questa banda che erano dediti prevalentemente a reati predatori quali furti (spesso mediante spaccate) e rapine, a volte compiute con efferatezza. La banda disponeva di notevoli mezzi economici e contava sull'appoggio di schiere di parenti domiciliati a Pioltello, Cassano d'Adda, Treviglio e Milano. Il maresciallo aveva battezzato questa operazione "Aquila" come riferimento al termine "shqiponja" molto caro agli albanesi.


I primi arresti di componenti della banda erano avvenuti in Via Cilea, nel quartiere Satellite, nel luglio 2015, come avevamo già riferito nel nostro articolo del 8/7/2015 :

    "12 arresti all'alba"

Nelle pause tra scorrerie, i componenti della banda praticavano ripetute estersioni ai danni dei negozianti extra-comunitari del quertiere Satellite, solitamente minacciandoli con coltelli e tirapugni, fino a provocare anche una protesta ufficiale da parte del Consulato del Pakistan di Milano. 

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la Audi R6 bianca che aveva speronato una gazzella dei CC

La banda collaborava anche con ladri di auto, sempre albanesi, che gravitavano attorno al bar Centrale di Via Bellini, come pure attorno a un esercizio commerciale di Via Volta a Cassano d'Adda e a un bar di Treviglio. Si avvalevano di autovetture di grossa cilindrata, in particolare di una Audi R6 bianca, cui cambiavano spesso la targa, con la quale avevano speronato una gazzella dei Carabinieri del NORM di Cassano d'Adda nel territorio di Cernusco S/N.
Un secondo speronamento era avvenuto ai danni di un'auto-pattuglia dei Carabinieri di Brescia, nel corso del quale erano rimasti feriti i cinque uomini a bordo, poi accompagnati da complici presso l'ospedale di Treviglio, dove avevano minacciato gli operatori sanitari: tre di loro erano stati arrestati mentre gli altri riuscirono a darsi alla fuga.

Alla fine giustizia è fatta. Negli ultimi anni nella zona di Pioltello sono state sradicate anche bande di egiziani e di calabresi, sempre con operazioni gestite dal mar. magg. Aldo De Tommaso, recentemente promosso al suo attuale incarico di comandante del nucleo comando Reparto Magistratura del Tribunale Milano.

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Per approfondire: 

 coltellate e omertà

  il quartiere-ghetto di Pioltello.

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mercoledì 20 marzo 2019

Simone eroe senza un attimo di esitazione

app. sc. Simone Zerbilli - Segrate

"Quando l'autobus ha speronato l'auto di servizio eravamo dentro, siamo scesi con le pistole in pugno ma abbiamo deciso di non utilizzarle perché abbiamo visto una marea di bambini". 

20 marzo 2019. Senza un attimo di esitazione, Simone Zerbilli, appuntato scelto da molti anni di servizio a Segrate, si scatena 
con il tonfa e a mani nude contro i finestrini dell'autobus, riesce a rompere i vetri e penetrare all'interno. Con un perfetto lavoro di squadra assieme agli altri colleghi, tutti noncuranti della proprio incolumità, riesce a far scendere dal mezzo tutti i 51 ragazzini prima che le fiamme li raggiungano.

Pochi minuti dopo le 11:50 di stamattina, la Renault Clio dei Carabinieri di Segrate, guidata da Simone correndo a sirene spiegate e al limite estremo delle sue prestazioni da utilitaria, è stata la prima auto di pattuglia a raggiungere l'autobus in fuga lungo la S.P. 415 "Paullese" tra Pantigliate e Bettola di Peschiera Borromeo.
A bordo con Simone c'era 
il 23enne Francesco Citarella, un atletico paracadutista e carabiniere in servizio a Segrate da soli cinque mesi (e degno figlio del maggiore Antonio Citarella, comandante della compagnia dei Carabinieri di Modugno).

Simone Zerbilli e Francesco Citarella

Poco dopo sopraggiungevano anche un'autopattuglia dalla stazione di San Giuliano Milanese con a bordo Giovanna Calvaruso, una autoradio del NORM di San Donato Milanese comandata dall'appuntato scelto Andrea Celeste e un'auto di servizio dalla stazione di Paullo comandata dal maresciallo capo Roberto Manucci, che successivamente è riuscito con abilità e rapidità ad aprire la porta di sicurezza posteriore dell'autobus ancora in movimento.
 
Dopo aver impedito all'autobus di svoltare in strade laterali, le quattro auto dei Carabinieri riescono a bloccarlo nel tratto di cavalcavia tra Zelo Foramagno e San Donato.

 

L'autista del mezzo pesante, un 46enne di origine senegalese, cittadino italiano dal 2004 e dipendente da anni delle Autoguidovie di Cremona nonostante alcuni precedenti penali per violenza sessuale su minore e guida in stato di ebrezza (!) , forza il blocco investendo la Renault Clio di Segrate (vedi fotografia sopra) e trascinando un'altra auto dei Carabinieri per quasi 80 metri.
Mentre l'autista del grosso autobus Citaro proseguiva a stento e a zig-zig, cercando di speronare altri veicoli in coda, i militari - correndo a piedi accanto all'autobus - riescono a spaccare alcuni vetri dei finestrini e a forzare una porta, permettendo ai primi ragazzini di saltare giù dal mezzo in movimento.
 

Una volta saliti a bordo, senza sparargli, i nostri Carabinieri disarmano l'autista mentre costui minaccia di uccidere due ragazzini presi in ostaggio mentre iniziavano già a incendiarsi i 10 litri di benzina, che l'autista aveva obbligato un'insegnante donna a versare tra i sedili. Voleva fare una strage, verrà ricoverato a Niguarda per le ustioni su un braccio.

 

Decisamente meno eroico, invece, il comportamento degli accompagnatori delle due classi di seconda media della scuola "Vailati" di Crema che, obbedendo agli ordini dell'autista intenzionato a fare una strage e armato di coltello, avevano legato gli alunni ai sedili dell'autobus con fascette da elettricista.
Sembra strano che nessuno dei tre insegnanti a bordo abbia avuto l'opportunità - o il coraggio fisico - di ostacolare un uomo solo, in stato di agitazione, non addestrato al combattimento, impegnato a guidare e a muoversi in uno spazio ristretto, armato soltanto di un coltello ... i due uomini si sono lasciati legare alle porte del bus.


Molto più coraggioso invece il 12enne Niccolò che si è offerto come ostaggio per difendere i suoi due compagni obbligati a stare accanto all'autista.

L'autista aveva sequestrato tutti i telefoni cellulari, ma un ragazzino molto sveglio, di origine egiziana, per nulla intimorito, era riuscito a sfilarsi il lacci dai polsi, raccogliere un cellulare da terra e chiamare il 112, parlando con la centrale operativa dei Carabinieri di Lodi mentre astutamente fingeva di pregare in lingua araba assieme al suo compagno.
Da Lodi la chiamata è stata passata alla centrale operativa del comando compagnia di San Donato, e da quel momento il nostro amico app. sc. Domenico (Mimmo) Altamura ha gestito magistralmente l'emergenza, dapprima indirizzando con precisione le pattuglie a caccia del bus, poi colloquiando direttamente con l'autista per calmarlo.


Bilancio finale:  il nostro amico Simone ferito alla mano dalle schegge di vetro del finestrino, altri tre Carabinieri con ferite leggere e 12 studenti con un principio di intossicazione per il fumo tossico sprigionato dall'autobus in fiamme, tutti medicati nel vicino ospedale di San Donato Milanese e in altri ospedali della zona. Il sequestro dei ragazzini e dei tre accompagnatori è durato circa 40 minuti. 

Simone Zerbilli, naturalmente schivo di carattere, dopo esser stato medicato ha pacatamente dichiarato con dignità:
"abbiamo fatto semplicemente il nostro dovere, come facciamo ogni giorno"

 

sopra: il carabiniere Giovanna Calvaruso con i due colleghi di Segrate davanti al comando compagnia di San Donato Milanese.


 

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In occasione della festa dell'Arma, il 5 giugno 2019 sono state conferite le medaglie d’Oro al Valore Civile a:

App. Sc. Simone Zerbilli, Car. Francesco Citarella della Stazione CC di Segrate;
Mar. Ca. Roberto Manucci, Car. Sc. Aldo Alberto Leone (Stazione di Paullo);
App. Sc. Q.S. Andrea Celeste, App. Sc. Francesco Paolo Savona (Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia CC di San Donato Milanese);

App. Sc. Diego Nicola Sanzari, Car. Francesco Nano (Stazione CC di Peschiera Borromeo);
Car. Donato Zigrino, Car. Giovanna Calvaruso (Tenenza CC di San Giuliano Milanese).

Motivazione:
“Con ferma determinazione, generoso altruismo ed eccezionale senso di abnegazione, nel corso di servizio di controllo del territorio, non esitava, insieme con altri militari, a intervenire in soccorso di 51 studenti e 3 adulti, tenuti in ostaggio a bordo di un autobus di linea dal conducente che, intenzionato a commettere una strage, con la minaccia delle armi, aveva fatto immobilizzare i minori e cosparso il veicolo di liquido infiammabile. Nella circostanza, dopo un prolungato inseguimento, nonostante i ripetuti speronamenti, riusciva a bloccare la fuga e a far scendere rapidamente gli ostaggi dal bus, cui il malintenzionato aveva nel frattempo appiccato il fuoco, traendo in salvo l’intera scolaresca e gli accompagnatori. Chiaro esempio di elette virtù civiche e altissimo senso del dovere".

 

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martedì 26 febbraio 2019

condannato l'omicida del Bar Sport

l'allora ten. Issenmann sulla scena del crimine
Lunedì 15 dicembre 2015 alle 22:50 tre uomini erano entrati nel Bar Sport di Via Mozart, nel quartiere Satellite. Tre volti sconosciuti agli avventori del bar, gestito da un albanese, tra cui c'erano i due albanesi Mrishaj Endri e Vladimir Pjetri, seduti a un tavolo a giocare a carte. 
Improvvisamente uno dei tre sconosciuti ha estratto una pistola e ha esploso almeno sette colpi in direzione del tavolo dei due albanesi. Vladimir rimane ferito a una gamba, il 26enne Mrishaj, ferito gravemente all'addome, morirà successivamente in ospedale.

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vedi il nostro articolo del 17 dicembre 2015 

Ci vorranno sei mesi di lavoro impegnativo da parte dei Carabinieri per individuare l'omicida, il georgiano Giorgi Egorov. 
Delle indagini sulla sparatoria si era occupato il Nucleo investigativo dei Carabinieri di Monza  guidato dal maggiore Giuliano Gerbo, con la collaborazione dell'allora tenente Marco Issenmann e del maresciallo Aldo De Tommaso. Responsabile dell'indagine era il sostituto procuratore Alessandra Cerreti della Dda di Milano.

Fin da subito gli investigatori avevano sospettato si trattasse di criminali georgiani già avezzi a sparare, però i volti ripresi dalle telecamere e descritti dai testimoni non erano noti alle forze dell'ordine.


Gli investigatori hanno scoperto che Giorgi Egorov - come pure il suo complice Mirza Tchintcharauili - erano membri di una banda ci criminali senza scrupoli, specializzati in furti e rapine in abitazioni, con i bersagli spesso individuati in seguito alle soffiate da parte badanti e colf. 

Giorgi Egorov, braccato dai Carabinieri, era stato rintracciato a Napoli nel rione Sanità dopo avere individuato il suo volto dalle telecamere di sorveglianza.
Dopo l'arresto, purtroppo, il gip del tribunale di Napoli lo ha rilasciato, ritenendo che ci fossero elementi in sufficienti a tenerlo in carcere.
Un mese più tardi la procura di Milano è riuscita a ottenere l'ordine di carcerazione ma Egorov era già fuggito all'estero. Verrà poi rintracciato in Ucraina ed estradato grazie alla collaborazione con la polizia di Kiev.

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Nell'immagine sotto, il momento in cui il georgiano spara all'interno del bar, ripreso da una telecamera sull'altro lato della strada:



mercoledì 14 novembre 2018

convegno di venerdì 16 novembre



Siete invitati a partecipare numerosi a questo importante convegno che si terrà venerdì sera presso la sala consiliare del municipio di Pioltello.