Questa mattina nel
Palazzo Ducale di Modena, sede dell’Accademia Militare, gli Allievi
Ufficiali del 206° Corso “Dignità” hanno prestato solenne giuramento di
fedeltà alla Repubblica Italiana.
Il Comandante Generale
dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, nel suo discorso agli
allievi ufficiali li ha ammoniti: "lo scenario che vi attende ed in cui
nel vostro futuro sarete chiamati ad operare è sempre più complesso e
variegato, poliedrico e in costante mutamento, pertanto capacità di
giudizio e visione saranno essenziali nello svolgimento dei vostri
compiti. È fondamentale sviluppare l’attitudine a guidare il
cambiamento, a governare - provando ad anticiparli* - i processi di trasformazione, con flessibilità
e propensione a guardare lontano, per individuare i possibili sviluppi
futuri delle proprie azioni. Andate oltre quello che già conoscete,
ponetevi su prospettive diverse, osservate le cose come potrebbero
diventare, invece di come sono sempre state. In questo vi aiuterà la creatività per superare ostacoli e trovare soluzioni innovative a problemi imprevisti. Guardate oltre le convenzioni, esplorando nuovi approcci e strategie. Le soluzioni molto spesso sono frutto di idee inattese, lampi inaspettati d’intuizione".
Un
discorso che si discosta non poco dall'abituale esaltazione delle
gloriose tradizioni dell'Arma, per oltre due secoli acriticamente fedele
alle istituzioni.
In questo inizio dell'anno 2025 stiamo infatti assistendo a una accelerazione dei cambiamenti epocali iniziati nel 2020.
* Nel biennio 1943-1945 migliaia di militari dell'Arma subirono morti, umiliazioni e deportazioni anche perché i loro ufficiali - educati soprattutto a "obbedir tacendo" - non erano stati in grado di anticipare gli eventi burrascosi e caotici, ma comunque prevedibili, avvenuti in quel periodo.